Non lo conoscevo!

II Domenica del T.O. (ANNO A)

Dal Vangelo secondo Luca (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Il Vangelo di oggi ci sorprende con una frase ripetuta da Giovanni Battista: «Io non lo conoscevo». Eppure Giovanni è il cugino di Gesù, lo incontra, lo indica, lo battezza. Questo ci ricorda che conoscere davvero qualcuno non è immediato: serve uno sguardo che va oltre l’apparenza, serve una rivelazione.

Giovanni riconosce Gesù non per legami umani, ma perché lo Spirito si posa su di lui e rimane. È Dio stesso che svela l’identità profonda di Gesù: Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo. La fede nasce così: non dal “sapere già”, ma dal lasciarsi stupire da ciò che Dio manifesta poco alla volta.

Come Giovanni, anche noi spesso pensiamo di conoscere persone, eventi, persino Dio… ma la verità si apre gradualmente, nel tempo, se restiamo in ascolto.

Questo Vangelo ci invita all’umiltà: accettare che la conoscenza vera è un cammino, e che Dio continua a rivelarsi proprio lì dove pensavamo di aver già capito tutto.

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