La nostra preghiera

Le sorelle attendano a ciò che sopra ogni cosa debbono desiderare: avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, pregarlo sempre con cuore puro (FF 2811)

Santa Chiara d'Assisi, Regola

Francesco era “uomo fatto preghiera” e Chiara “acquistava energia nella fornace della preghiera fervente”. Entrambi nutrivano un particolare amore per la presenza viva del Signore Gesù nel segno del pane eucaristico e della Parola.

L’incontro con il Padre delle misericordie, con l’amore di Cristo e con la grazia dello Spirito Santo, nella Parola e nei sacramenti, occupa un posto centrale nella vita della nostra fraternità perché solo a questa sorgente possiamo attingere la forza della fede e la grazia della comunione.

La preghiera è la nostra vocazione e missione nella Chiesa, è la chiamata del Signore a stare con Lui sulle orme di Chiara d’Assisi e della fraternità di San Damiano.

La nostra vita contemplativa si dipana nella continua ricerca del volto di Dio, vissuta nell’ascolto incessante della sua Parola, nel discernimento dei segni che Egli lascia di sé nella storia e nel quotidiano, nel respiro della preghiera attraverso i due polmoni della preghiera comunitaria e della preghiera personale, che si sostengono e alimentano a vicenda.

La preghiera personale vissuta nel silenzio e nella solitudine, è espressione di quel lasciarsi accendere dall’ardore di carità, a cui Chiara ci invita. Il significato più profondo della contemplazione è “stare nel tempio con qualcuno“, entrare cioè in dialogo con la presenza viva e trasformante di Dio, l’unico in grado di plasmare in noi i lineamenti del Figlio, attraverso la luce e i doni dello Spirito Santo. Immergersi nel silenzio, nell’ascolto, nell’adorazione diventa il desiderio fondamentale che attraversa la nostra giornata, secondo l’esempio di Chiara che, collocando gli occhi, il cuore e l’anima in Cristo, “apriva del tutto il suo intimo ad essere inondato di grazie”.

Gran parte della nostra giornata è dedicata all’ascolto della Parola di Dio, accolta nella celebrazione eucaristica, custodita nel cuore, vissuta nella fraternità. La condivisione comunitaria settimanale sgorga dal silenzio interiore e sfocia nella preghiera liturgica.

La preghiera comunitaria, vissuta in obbedienza alla Chiesa che ci affida il compito di pregare incessantemente, si snoda nella preghiera liturgica che ritma la nostra giornata e la riempie di quel meraviglioso dialogo in cui Dio parla al suo popolo e il popolo risponde con il canto e la lode.

Tutta la nostra giornata è scandita dal canto di lode al Signore che rende sacro il tempo e unisce la nostra voce a quella di Cristo: è Lui, infatti, il primo adoratore del Padre, è Lui che intercede a nostro favore.

La preghiera liturgica ci conduce quotidianamente alla sorgente profonda e inesauribile del mistero di Dio, che disseta il cuore e alimenta la fraternità, rendendo così la nostra vita “lode del Signore” e “sostegno delle membra deboli e vacillanti del suo ineffabile Corpo”, in adesione all’invito della madre Santa Chiara.

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