La nostra storia

Attraversando una volta la Marca d’Ancona, dopo aver predicato la parola del Signore nella stessa città, e dirigendosi verso Osimo, in compagnia di frate Paolo, che aveva eletto ministro di tutti i frati di quella provincia, incontrò nella campagna un pastore, che pascolava il suo gregge di montoni e di capre. In mezzo al numeroso branco c’era una sola pecorella, che tutta quieta e umile brucava l’erba. Appena la vide, il beato Francesco si fermò e, addoloratosi in cuor suo, disse tra i lamenti al frate che lo accompagnava: «Vedi quella pecorella sola e mite tra i caproni? Il Signore nostro Gesù Cristo, proprio così doveva camminare, mite e umile, circondato dai farisei e i principi dei sacerdoti. Per questo ti prego, figlio mio, per amore di lui, sii anche tu pieno di compassione per questa pecorella; compriamola e portiamola via da queste capre e da questi caproni». Frate Paolo ammirando la sua pietà , cominciò a sentire commozione anche lui. Ma non possedendo altro che le due ruvide tonache di cui erano vestiti, non sapevano come effettuare l’acquisto; ed ecco sopraggiungere un mercante e offrir loro il prezzo desiderato. Ed essi, ringraziandone Dio, presa con sé la pecorella, proseguendo il viaggio giunsero a Osimo e si presentarono al vescovo della città , che li accolse con grande riverenza. Non seppe però celare la sua sorpresa nel vedersi davanti quella pecorella che l’uomo di Dio si tirava dietro con tanto affetto. Appena tuttavia il servo del Signore gli ebbe raccontato una lunga parabola circa la pecora, il vescovo, tutto compunto davanti alla purezza e semplicità dicuore del servo di Dio, ne ringraziò il Signore. Il giorno dopo, uscito dalla città , Francesco pensava che cosa fare della pecorella e, per suggerimento del frate che l’accompagnava, l’affidò alle cure delle ancelle di Cristo in un chiostro presso San Severino, che l’accolsero con grande gioia come un dono di Dio; ne ebbero amorosa cura per lungo tempo, e poi con la sua lana tesserono una tonaca che mandarono al beato padre Francesco mentre teneva un capitolo alla Porziuncola.(FF 456)

Vita del beato Francesco 78

 La prima memoria storica della nostra presenza a San Severino Marche risale al 1200 circa, quando un gruppo di donne penitenti si stabilì nel convento di S. Salvatore in Copersito, attuale Convento dei Frati Cappuccini.

Secondo la narrazione delle Fonti Francescane, qui passò almeno un paio di volte Francesco d’Assisi:

– un primo suo passaggio databile al 1212, in cui dopo la sua predicazione Guglielmo da Lisciano, il famoso “re dei versi” alla corte dell’imperatore Federico II, si sentì trafiggere il cuore e si convertì, entrando a far parte dell’ordine dei frati minori con il nome di fra Pacifico(FF 693; FF 1078-1079; FF 1347);

– un altro passaggio in cui donò alle sorelle un agnellino che, per amore di Cristo Agnello di Dio, aveva riscattato da un pastore di Osimo. Le sorelle accolsero il dono e, con la lana della pecorella, tesserono una tonaca che inviarono a Francesco, segno del loro desiderio di seguirne l’ispirazione evangelica (FF 456).

Nel 1223 le Sorelle chiesero l’assistenza spirituale dei frati minori, per poi abbracciare la forma di vita che Chiara aveva iniziato a San Damiano.

Il 16 giugno 2023 abbiamo celebrato il nostro anniversario di fondazione, gli 800 anni della bolla con cui le Sorelle che dimoravano a Colpersito hanno ricevuto dal vescovo la “facoltà di avere visitatori e correttori dell’ordine dei Frati Minori, quelli cioè che frate Francesco o i suoi successori o il Capitolo dei Frati avranno stabilito e ordinato per l’ufficio della Visita e della correzione delle suddette donne”. La bolla, conservata negli archivi della cattedrale di San Severino, attesta il legame speciale con Francesco che la nostra comunità ha avuto e voluto fin dal suo sorgere.

La data del 16 giugno 1223 segna quindi per noi l’inizio della nostra presenza di Sorelle Povere a San Severino, prima nel Santuario di Colpersito e poi (dalla seconda metà del 1400) nell’attuale monastero situato nella zona di Castello al Monte, in cui accanto a una chiesa dedicata all’Annunziata, abitavano le terziarie della beata Angela da Foligno.

Nel 1519 la comunità riprende finalmente la regola di santa Chiara e un paio di anni dopo, Camilla Battista Varano, col pretesto di raccogliere elemosine, si trattiene a San Severino per formare le sorelle alla vita clariana, rifondando il monastero secondo lo spirito più genuino della vita delle Sorelle Povere.

Nel 1982 abbiamo la grazia di vivere in pienezza lo spirito missionario inviando due sorelle nella fondazione del nuovo Monastero di Sorelle Povere di Santa Chiara in Argentina, a Puan, da parte della federazione Marche-Abruzzo.

Nel 2004 la nostra comunità accoglie la chiamata a rifondare il Monastero di Camerino che custodisce le spoglie di S. Camilla Battista Varano (1458-1524) insieme alla sua preziosa eredità spirituale.

L’invio di tre sorelle della nostra fraternità permette non solo il restauro integrale della struttura monastica, ma anche il recupero e la valorizzazione dell’immenso patrimonio letterario prodotto dalla Santa che si distinse per i particolari doni mistici ricevuti da Dio e di cui parla in modo affascinante nei suoi pregevoli scritti. (Per saperne di più: www.clarissecamerino.it)

 

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